Plutoanarchia! Così possiamo denominare il sistema politico italiano di questo preciso momento storico. Per chi è pratico di greco è inutile ricordare che pluto significa ricchezza, an significa senza, assenza di ..., archia invece potere. Per gli altri, invece, è bene farlo. Plutoanarchia sarebbe questa invenzione tutta tricolore, tutta Made in Italy, che altri chiamano "berlusconismo", per cui tutto è in vendita (e, dunque, per ricchi!) e questa onnipotenza dei ricchi e dei potenti crea uno stato di barbarie e di fuorilegge che stracciano tutti i principi prima sanciti, tutti i patti sacri della Patria e ogni dovere materiale e morale verso sè stessi e verso gli altri.
Dovremmo essere contenti di creare, dopo tanto tempo di abulia, invece creare questo è peggio che star fermi. Se si deve peggiorare situazione del malato è meglio stabilizzarne la posizione. Così l'Italia, malarica da moltissimo, febbricitante da qualche secolo, agli ultimi spasimi praticamente sempre.
Il voto di fiducia raggiunto oggi alla Camera, che ha dunque rigettato la mozione di sfiducia proposta da Fli, è un atto vergognoso e vile.
Orbene, ora è il professore a parlare, se si sapesse il peso delle parole ci si soffermerebbe un attimo. In questo mondo, però, dove tutto è parola-slogan-pubblicità, non c'è tempo per pensare. Che se dire vergogna, onta, pusillanimità, viltà, disonore, disdecoro ad uno dei nostri nonni avrebbe voluto dire infangarne l'anima e corrompere il nostro giudizio su quello e sul suo operato, oggi se ne sentono così tante che non ci si bada più, praticamente.
IL VOTO DI OGGI, ALLA CAMERA, è VERGOGNOSO E VILE!
Getta l'Italia in quello stadio medio e mediocre di sonnolenza e di prostrazione civile, morale, materiale, legislativa, attuativa che è la "seconda Repubblica".
Ah, la Seconda Repubblica: figlia di una mafiosa, mafiosa essa stessa, ha quasi superato per crimini la genitrice e affonda il Paese sempre più velocemente e irrimediabilmente in una condizione di moderna schiavitù.
La bassezza di coloro che cambiano voto o partito com la disinvoltura con cui cambierebbero giacca o ombrello, è incredibilmente ignobile.
Io, alla vigilia del voto, avevo ipotizzato che la mozione sarebbe passata e il Governo s.p.a. sarebbe caduto. Mi sbagliavo.
Non conosco forse l'ipocrisia e l'abitudine a vendere valori e ideali, propri della nostra cultura italiota?
Però, questo è, come prima del voto proclamavo che l'Italiettina del "mostro tirannico" e dei "filibustieri" che vorrebbero sostituirlo sarebbe non finita ma si sarebbe almeno ridimensionata, così dico che questo popolo è inguaribile, che la sua causa è persa, che il suo futuro sarà uguale al suo presente, cioè sempre peggiore. Cambieranno gli attori ma la commedia, il copione, sono quelli.
Eppure io resterò a dire la mia, a credere che scrivendo le cose cambieranno. Un giorno. Come promesso.
Ad maiora, mio popolo, mia Italia.
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LE MIE OPERE
martedì 14 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
OBAMA, CAN WE?!?
http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/obama_administration/obama_approval_index_history
Perhaps I don't understand the times; naturally for a long period, I say, because the most famous crisis has this bad power of delete all kind ideas of our souls: God, Justice, Liberty, Love etc...
The crisis hasn't only a matter of economics and financial affairs of great states, of ministers or of individual citizen. It's a maine question of each our life.
Mr Obama, a little, smiling and serious senator seemed to be the doctor for that thorny debaiting point.
I don't know if, my friendly audiences know that a website published a "Daily presidential tracking poll", what you are thinking of. I think that articole is fantastic, great, a very very glory for lovers of the Republic governament!
Well, listen to me: Mr Obama, in 1/21/2009, started his mandate with 44% of people that strongly approved the line of program.
Strongly disapproved are at the 16%!
Generally, Americans that loved Obama arrived at the 65% and no are at the 30%.
After only two years of government the climate politic in U.S.A. is very worse:
22% is for Obama strongly, no is to 39%. Just people that votes for President, in this moment, is 44% and no is 54%.
How is possible this disaster? Why?
Simple, because war is in act, financial problems are more than those think until now, and exactly there isn't values!
Obama, if you will return to do a serious President for America and better partership of European people, must behave new moral.
Perhaps I don't understand the times; naturally for a long period, I say, because the most famous crisis has this bad power of delete all kind ideas of our souls: God, Justice, Liberty, Love etc...
The crisis hasn't only a matter of economics and financial affairs of great states, of ministers or of individual citizen. It's a maine question of each our life.
Mr Obama, a little, smiling and serious senator seemed to be the doctor for that thorny debaiting point.
I don't know if, my friendly audiences know that a website published a "Daily presidential tracking poll", what you are thinking of. I think that articole is fantastic, great, a very very glory for lovers of the Republic governament!
Well, listen to me: Mr Obama, in 1/21/2009, started his mandate with 44% of people that strongly approved the line of program.
Strongly disapproved are at the 16%!
Generally, Americans that loved Obama arrived at the 65% and no are at the 30%.
After only two years of government the climate politic in U.S.A. is very worse:
22% is for Obama strongly, no is to 39%. Just people that votes for President, in this moment, is 44% and no is 54%.
How is possible this disaster? Why?
Simple, because war is in act, financial problems are more than those think until now, and exactly there isn't values!
Obama, if you will return to do a serious President for America and better partership of European people, must behave new moral.
mercoledì 1 dicembre 2010
GIOVANNI PASCOLI E LA GRANDEZZA DELLE PICCOLE COSE
Giovanni Pascoli è un antiLeopardi. E questo è strano. Pascoli ama Leopardi ma la sua parabola di vita è diversa. Il poeta di Recanati scrive L'Infinito, la poesia che si perde nell'infinità del cielo azzurro oltre le colline; poi cade in un materialismo che diventa universale ad un verso e per l'altro tragico. Ricordo che il poeta scrive l'idillio nel 1919, a ventuno anni.
Il romagnolo, invece, scrive il X Agosto, che è un "L'Infinito cristiano", è pubblicato nella raccolta Myricae, del 1891, quando il poeta aveva 36 anni.
Cosa ci dice che Pascoli, da giovane socialista arrestato per gli scioperi a cui prese parte, è divenuto oramai cristiano?
Prendete il X Agosto. Com'è la rondine uccisa? "come in croce".
Cosa disse infine il padre di Giovanni, Ruggero? "Perdono".
Chi invoca alla fine l'autore? "E tu, Cielo, dall'alto dei mondi...".
Cielo! Con la maiuscola. Non lo dice, non lo chiama Dio ma a Lui pensa.
Dunque Myricae e soprattutto la poesia X Agosto, dimostrano la grandezza delle piccole cose. Speranza degli umili, degli ultimi, dei poveri. Non è forse Pascoli un povero fortunato? E non è la sua fortuna la grande occasione per tutti i letterati di ritornare ad un sentimento di pace?
Quella che egli sempre cerco?
Così a me pare, con modestia parlando...
Il romagnolo, invece, scrive il X Agosto, che è un "L'Infinito cristiano", è pubblicato nella raccolta Myricae, del 1891, quando il poeta aveva 36 anni.
Cosa ci dice che Pascoli, da giovane socialista arrestato per gli scioperi a cui prese parte, è divenuto oramai cristiano?
Prendete il X Agosto. Com'è la rondine uccisa? "come in croce".
Cosa disse infine il padre di Giovanni, Ruggero? "Perdono".
Chi invoca alla fine l'autore? "E tu, Cielo, dall'alto dei mondi...".
Cielo! Con la maiuscola. Non lo dice, non lo chiama Dio ma a Lui pensa.
Dunque Myricae e soprattutto la poesia X Agosto, dimostrano la grandezza delle piccole cose. Speranza degli umili, degli ultimi, dei poveri. Non è forse Pascoli un povero fortunato? E non è la sua fortuna la grande occasione per tutti i letterati di ritornare ad un sentimento di pace?
Quella che egli sempre cerco?
Così a me pare, con modestia parlando...
lunedì 29 novembre 2010
MARIO MONICELLI E L'AUTUNNO DEL CINEMA ITALIANO
Mario Monicelli era nato otto giorni prima che i fanti passassero il Piave. Prima guerra mondiale. Leva del '15. Nel 1935 il primo film, a vent'anni. Io a vent'anni non avevo nemmeno finito l'università e nemmeno concluso o pubblicato un mio primo libro.
Mancherà Monicelli all'Italia, alla cultura del nostro paese e del nostro continente. Sì, perché Monicelli era europeo, di sentire europeo. Lo dimostrano i suoi film.
Mancherà non perché, come si dice sempre in questi casi, non c'è un erede, nessuno è come lui. Ne verrano altri. Mancherà perché lui era lui e perché uno come lui adesso, proprio adesso servirebbe al Paese.
La cultura del cinematografo, inteso come "percorso morale", come "romanzo vivo, soteriologico ed escatologico", entro cui si muovevano i suoi personaggi, è di un cinema che non torna più. Una stagione, la sua, nella quale di stelle ce n'erano. Egli fu la più luminosa, tra quelle dei registi.
Indimenticabile!
Il mio ricordo è legato a qualche anno fa. Ero a Foggia. Seguivo un corso di teatro tenuto da un attore locale. Un giorno che tu avresti dovuto essere addirittura in città non potesti per una malattia. Così mandasti un videomessaggio. Era intessuto di lodi e di buone speranze per noi giovani. Speranze vane. Io non valgo più di quel che dimostro. Tu, però, sei stato grande. Ti sei comportato da grandissimo spirito umanista. Come eri, come sarai!
Un abbraccio Mario!
domenica 28 novembre 2010
TRENTANNI E IL PROPRIO DESTINO
Vito 1980 e Vito 2010 non sono proprio la stessa cosa. Nel mezzo una vita trentennale fatta di vittorie clamorose e brucianti sconfitte, di sogni realizzati e sogni sfuggiti. Ho compiuto trentanni qualche giorno fa, il mitico 18 novembre. Ora sarei uomo? Sarei responsabile? Pronto a vivere il mondo, cristianamente, come sogno?
Spero. Una cosa so, questa posso dare al mio futuro. La convinzione che il sogno di scrivere continua. Nonostante l'Italietta berlusconiana di donnine e prostitute, nonostante la pochezza della politica, della società e della civiltà italiana ed europea o il fariseismo vaticano. Nonostante i ricchi, di cui faccio parte (mangiandone le briciole), il mondo per me è scrivere. Per rendere migliore il mondo stesso, me e quelli, come voi, che avranno il coraggio di leggermi, l'innocenza di ascoltarmi e la fede di cambiare il proprio cuore e il proprio destino.
Spero. Una cosa so, questa posso dare al mio futuro. La convinzione che il sogno di scrivere continua. Nonostante l'Italietta berlusconiana di donnine e prostitute, nonostante la pochezza della politica, della società e della civiltà italiana ed europea o il fariseismo vaticano. Nonostante i ricchi, di cui faccio parte (mangiandone le briciole), il mondo per me è scrivere. Per rendere migliore il mondo stesso, me e quelli, come voi, che avranno il coraggio di leggermi, l'innocenza di ascoltarmi e la fede di cambiare il proprio cuore e il proprio destino.
sabato 27 novembre 2010
SOTTO CASA SI PROSTITUISCONO VERRA' PUBBLICATO DA BOOPEN EDITORE
Finalmente dopo tanta attesa la mia raccolta di racconti "Sotto casa si prostituiscono" sta per essere pubblicata. Questa raccolta parla di prostituzione, emigrazione giovanile, difficoltà e coraggio dei ragazzi della nostra generazione, amore e incomprensione ... di tutto ciò che rende la vita meravigliosamente complicata.
Quattro storie, una diversa dall'altra, ma tenute insieme dal fil rouge di una scrittura immediata e sincera che, attraverso le vicende di oggi, ripercorre i grandi temi di sempre. In queste pagine si susseguono tanti interrogativi, tante sono le domande e le pressioni a cui vengono sottoposti i personaggi, ma il libro non ha la presunzione di trovare risposte cerca solo di far vedere, sotto una luce più chiara, la realtà multiforme che ci circonda. In fondo, però, giunge alla conclusione che di per sè le difficoltà non sono sempre una sconfitta o un imprevisto ma la possibilità di un riscatto, per lo meno interiore, per dare un nuovo corso alla propria vita.
giovedì 12 agosto 2010
PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA "VALERIO GENTILE"
Nell'edizione del 2010 del Premio Nazionale di Narrativa "Valerio Gentile" mi sono classificato al terzo posto con il racconto "Sotto casa si prostituiscono".
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